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Se un chirurgo cerca di amputare una gamba senza anestesia (i casi terribili nel corso della prima guerra mondiale e non solo) alla percezione del terribile dolore la coscienza si spegne.
Ed il chirurgo può operare.
Se una operazione chirurgica viene eseguita dopo aver iniettato con una puntura lombare un anestetico la coscienza perde la percezione del dolore.
Cioè il dolore è una FORMA DI PERCEZIONE della coscienza.
E se si impedisce alla coscienza di percepire il dolore, IN REALTÀ SI SPEGNE LA SUA CAPACITÀ di percepirlo ed il dolore non esiste più.
Lo stesso con il piacere.
Se nel corso dell'imprinting infantile violenti e crudeli sistemi correzionali (Sic) hanno inflitto forti dolori al corpo del bambino/a la coscienza spegne la sua capacità di percezione TATTILE e l'individuo potrebbe non più percepire da adulto/a, per esempio, il piacere sessuale.
Dolore e piacere sono molto vicini nella capacità di percezione della coscienza, tanto vicini da confinare, tanto che talora il dolore suscita il piacere e viceversa.
Se la capacità di percezione del piacere a causa di un imprinting particolarmente sessuofobico viene, come si è detto, inibita sarà la capacità complessiva di percezione del dolore ad essere compensativamente esaltata.
E l'essere umano ne soffrirà le conseguenze nel corso della sua vita.
Oppure l'attenzione della sua coscienza sarà focalizzata verso il dolore proprio od altrui.
Nel primo caso ogni seppur minima sofferenza dell’individuo sarà esaltata alla percezione dell'ego.
Mentre nel secondo caso si formerà il tratto caratteriale del "buon samaritano".
(scritto il 03/4/25)